Allarme rosso per la Cgil. Non si tratta di uno scontro politico, bensì di una sostanziosa emorragia di tesserati: rispetto alla fine del 2014 il sindacato di Susanna Camusso ha perso 723.969 tessere e cioè il 13% degli iscritti.

La notizia è riportata dal quotidiano La Repubblica:

Il primo grande male che affligge non solo la Cgil, ma il sindacato in generale, è lo strapotere delle categorie dei pensionati. I numeri della Confederazione lo confermano: al 1 luglio gli iscritti attivi, cioè i lavoratori, sono 2.185.099. A fronte di 2.644.835 di tesserati allo Spi (…) Ma il bacino finora sicuro dei pensionati si sta assottigliando pure quello: nel giugno 2013 i tesserati over erano 2.728.376, e qui – dicono dalla Cgil – c’entrerebbe molto la riforma Fornero che ha rimandato la pensione a centinaia di migliaia di persone.

Ma sono tutte le categorie a subire un calo delle tessere, principalmente giovani e precari:

Il Nidl, che in teoria dovrebbe rappresentare tutti gli atipici, quindi il fronte più ampio di possibile espansione, per ora ha il 48,8% in meno di iscritti.

(segue)

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