Un giorno di ordinaria follia

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Un giorno di ordinaria follia (Falling Down) è un film del 1993 diretto da Joel Schumacher.

Los Angeles. William Bill Foster è un uomo a pezzi: la moglie Elisabeth l’ha lasciato perché credeva che si sarebbe comportato male con lei e la loro figlia Adele; ha perso il lavoro perché considerato obsoleto. Il divorzio è reso ancora più amaro da un’ordinanza del giudice che gli impedisce di avvicinarsi alla figlia; ora vive con l’anziana madre, ignara del suo licenziamento.

Una mattina, Bill rimane bloccato in un ingorgo mentre sta andando in città: è stravolto dal caldo torrido, e dopo un po’ prende la sua valigetta e scende dalla macchina abbandonandola nel traffico e provocando le ire degli altri automobilisti. Tra questi, il detective della LAPD Martin Prendergast, nel suo ultimo giorno di servizio prima di andare in pensione, il quale, aiutando un agente a spostare la macchina di Bill, nota la targa personalizzata: “D-Fens”.

Bill entra in un minimarket e un battibecco col gestore gli fa saltare i nervi: furioso, aggredisce l’uomo, un coreano, che tenta di fermarlo con una mazza da baseball, ma Bill gliela toglie di mano, distrugge parte del negozio e se ne va. Mentre Prendergast inizia la sua ultima giornata di lavoro alla stazione di polizia, Bill arriva nel quartiere ispanico, dove due gangster latino-americani lo importunano per essere passato sul loro territorio: uno di questi lo minaccia con un coltello affinché Bill consegni loro la sua valigetta; per tutta risposta, vedendo che i due non smettono di minacciarlo, li mette in fuga pestandoli con la mazza da baseball.

Bill telefona alla ex moglie, Elisabeth, che abita nel quartiere di Venice: è il compleanno della loro figlia Adele e Bill vuole vederla dicendole che verrà a casa nonostante i rifiuti di Beth. I gangster che Bill aveva aggredito, si vendicano provocando una sparatoria da cui Bill esce illeso; i gangster rimangono vittime di un incidente e Bill ruba loro una borsa piena d’armi. Durante il tragitto si ferma a mangiare a un fast food; qui, vedendosi rifiutata la colazione data l’ora tarda, minaccia con un TEC-9 gli inservienti per ottenere il pasto. Poco dopo Prendergast verrà avvertito dalla sua collega e amica Sandra Torres dell’avvenuto, confermando la sua tesi di un “cane idrofobo sciolto” che gira per la città, carico di armi e potenzialmente pericolosissimo.

Dopo aver comprato una palla di vetro come regalo per la figlia, Bill si ferma in un negozio di armi e accessori militari per comprare degli stivali, avendo una scarpa bucata. Qui incontra il proprietario, fanatico neonazista, che nasconde Bill quando la Torres entra nel negozio per avere informazioni. L’uomo, a conoscenza delle imprese di Foster, lo conduce nel retro del negozio, mostrandogli armi e cimeli bellici di cui è fiero. Quando però il negoziante si rende conto che Bill non è animato da odio per gli altri, anzi che è disgustato da lui stesso, va su tutte le furie, lo aggredisce e distrugge il regalo di Bill per Adele; a questo punto Foster perde la testa e, dopo averlo accoltellato, lo finisce a colpi di pistola.

Bill è giunto al punto di non ritorno, come dice parlando al telefono con la moglie: indossata una giacca militare, si dirige verso Venice con la borsa piena di armi. In quel momento, Prendergast, assieme alla Torres, si reca nel minimarket coreano per scoprire qualcosa di più sul misterioso uomo, riuscendoci.

Bill intanto raggiunge la casa della ex moglie, ma Beth e Adele fuggono poco prima del suo arrivo e così Bill rimane nella casa a vedere dei vecchi filmini. Uscendo di casa, Bill incrocia la Torres e le spara ferendola lievemente, dopodiché si dirige al pontile; qui ritrova l’ex-moglie e la figlia; mentre è con loro arriva Prendergast, che cerca di ricondurre alla ragione Bill e arrestarlo. Beth riesce a fuggire con Adele rubando la pistola a Bill e lasciandolo disarmato. Alla fine i due rimangono soli sul pontile: facendo credere di avere un’arma in tasca e per consentire alla figlia Adele di poter in futuro riscuotere il premio dell’assicurazione sulla vita del padre, Bill costringe il poliziotto a sparargli; colpito a morte, l’uomo precipita dal parapetto del pontile finendo in acqua. Il corpo di Foster affonda lentamente, con ancora l’arma stretta in mano: la pistola ad acqua della figlia.

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