La guerra dei mondi

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La guerra dei mondi (War of the Worlds) è un film di fantascienza del 2005, diretto da Steven Spielberg e interpretato da Tom Cruise.

Ray Ferrier è un portuale residente in un piccolo borgo del New Jersey. Divorziato dalla moglie Mary Ann, riceve i figli Rachel e Robbie in custodia per il fine settimana, che la donna passerà con il nuovo fidanzato Tim e i suoi genitori a Boston. Lo stesso giorno i telegiornali trasmettono la notizia di un’insolita caduta di fulmini globulari in Ucraina. Robbie nel frattempo prende la macchina senza il permesso di Ray, il quale, quando esce per cercarlo, vede formarsi in cielo una strana nube a muro che inizia a scagliare a terra dei potenti fulmini disattivando tutti gli apparecchi elettronici ed elettromeccanici della zona, inclusi orologi e autovetture. Robbie è costretto a tornare indietro a piedi, Ray si assicura che rientri a casa e poi si reca nel centro della città; per la strada incontra il meccanico Manny, al quale consiglia di provare a cambiare il solenoide della sua macchina non più funzionante.

Raggiunto il centro della città, Ray si unisce alla folla che ha circondato un cratere scavato dai fulmini caduti durante la strana tempesta precedente. All’improvviso il terreno inizia a tremare, si formano grandi crepe che danneggiano le abitazioni d’intorno e un vortice spezza in due la chiesa. Subito dopo dal cratere fuoriesce un gigantesco tripode alieno che dapprima emette un potente suono e poi inizia a seminare panico tra la gente, incenerendo le persone con un raggio laser e distruggendo ogni cosa incontri sul proprio cammino. Ray torna incolume a casa, atterrito e imbrattato di cenere umana. Superato lo choc mette assieme delle provviste, prende la sua pistola e scappa con i figli al volante della macchina di Manny, che viene incenerito dal raggio laser. I tre riescono a sfuggire all’attacco dei tripodi che radono al suolo tutto il New Jersey.

Ray, ormai certo della provenienza extraterrestre delle macchine distruttrici, dopo essersi trovato alla prese con una crisi di panico della figlia Rachel riesce finalmente a raggiungere l’abitazione isolata di Mary Ann; ma là non trova nessuno, le reti telefoniche sono fuori uso e decide così di passare la notte in cantina con i due ragazzi. Durante la notte si susseguono numerose esplosioni e al mattino Ray trova la cantina completamente bruciata, scoprendo inoltre i resti di un Boeing 747 precipitato nei pressi dell’abitazione; un gruppo di giornalisti in fuga raccoglie le provviste rimaste intatte tra i rottami dell’aereo. Una reporter informa Ray che altri tripodi alieni sono usciti dal sottosuolo e hanno assediato New York, Los Angeles, Chicago, Washington D.C., Detroit e Londra. La donna mostra a Ray un filmato al rallentatore dove si vede una capsula scendere sottoterra attraverso i fulmini, ipotizzando che al suo interno si trovino i piloti dei tripodi e che le macchine siano state sotterrate millenni prima in attesa di una pianificata invasione aliena.

Ray si rende conto che la situazione è catastrofica e che lui e i suoi figli si devono affrettare a raggiungere Boston. Sulla strada per la città i tre fanno una sosta e Rachel, essendosi allontanata, vede una massa di cadaveri galleggiante sulle acque di un fiume. Ray la riporta alla macchina, dove trova Robbie che vorrebbe unirsi a un’autocolonna di soldati in transito con l’intento di andare a combattere i tripodi; ma Rachel riesce a calmarlo e la famiglia riparte in automobile. Durante il tragitto, il trio arriva in una cittadina sulle rive del fiume Hudson e si vede costretto a raggiungere l’altra sponda tramite un traghetto; ma per strada si scatena un “homo homini lupus“: la gente disperata li assale per impadronirsi della loro vettura.

Ray e i suoi figli proseguono così a piedi e durante il cammino si imbattono in un treno in fiamme; riescono quindi ad attraversare il fiume, mentre il traghetto viene affondato da un improvviso attacco dei tripodi fuoriusciti dall’acqua, che catturano equipaggio e passeggeri. I tre riescono ancora una volta a fuggire, stavola sulla cima di un colle, dalla quale osservano un paesaggio post-apocalittico; entrano poi in una foresta, dove centinaia di brandelli di abiti piovono loro addosso, e infine si ritrovano con altra gente in mezzo a un combattimento tra l’esercito e i tripodi. Costretto a impedire che Rachel venga portata via da una coppia di sconosciuti, Ray si fa sfuggire Robbie, che corre in aiuto dei soldati. Subito dopo i tripodi, protetti da uno scudo deflettore, sgominano completamente le forze terrestri, bruciando tutto e uccidendo presumibilmente anche Robbie. Mentre i tripodi inceneriscono il resto della folla, Ray e Rachel si salvano trovando rifugio nella cantina di Harlan Ogilvy, un ex guidatore di ambulanza sconvolto dall’invasione, deciso a vendicarsi dei Tripodi che hanno sterminato la sua famiglia.

Dal rifugio di Ogilvy, Ray vede una strana pianta rampicante rossastra attecchire ovunque, certamente portata sulla Terra dagli invasori al fine di rendere adatto il pianeta alla loro natura biologica. Per ispezionare la casa diroccata dov’è il rifugio di Ogilvy, gli alieni inviano un cavo ottico serpentiforme, ma i tre riescono a non fare rumore né a mostrarsi, in modo che la sonda si ritiri senza averli individuati. In seguito, anche gli alieni scendono a perlustrare lo scantinato e ancora una volta i fuggitivi riescono a non farsi trovare. Il mattino seguente, Oglivy è colto da un crollo psicotico alla vista di un malcapitato, fuori di casa, afferrato da un tripode, che lo trafigge con un tentacolo, svuotandolo dei liquidi corporei, che gli alieni usano probabilmente come nutrimento per la pianta rossa. Così Oglivy si mette a scavare freneticamente per terra con l’intenzione di organizzare una “resistenza sotterranea” per le generazioni future. Col timore che il baccano provocato da Oglivy attiri i tripodi, e vedendo come l’uomo ormai abbia perso completamente la ragione, Ray è costretto a sopprimerlo.

Ray rimane solo con Rachel, ma la loro presenza viene scoperta da un’altra sonda, che Ray colpisce ripetutamente facendola sbattere contro un’asse di legno e separandola poi con un colpo d’ascia dal cavo ottico. Rachel intanto è uscita dalla cantina in preda al panico, ma Ray, uscito a sua volta, non la trova. Davanti a lui si apre un panorama inquietante: alcuni campi, foreste e un fiume sono stati infestati dalla pianta rossa. La ragazzina viene catturata da un tripode, che la solleva da terra con un tentacolo. Anche Ray si ritrova inseguito dai tentacoli ma riesce a rifugiarsi a bordo di un Humvee semidistrutto, che viene controllato ma poi lasciato perdere dai tentacoli. Qui Ray raccoglie delle granate e ne scaglia una sullo scudo difensivo del tripode per attirare la sua attenzione. Il tripode allora cattura anche Ray e lo solleva gettandolo in una gabbia appesa alla macchina, dove vengono raccolti gli esseri umani che a turno sono trascinati all’interno del tripode. Ray ritrova Rachel e, con una coraggiosa benché rischiosa azione, riesce a far aspirare le granate al tripode: la macchina aliena esplode dall’interno e impatta al suolo in fiamme, liberando loro e il resto dei prigionieri.

Ray e Rachel riescono a raggiungere Boston, dove assistono a strani fenomeni: la pianta rossa sembra sbiancarsi e sgretolarsi, come fosse disseccata, e diversi tripodi sono collassati. Alcuni corvi volteggiano intorno a un tripode dall’andatura scoordinata e Ray capisce che lo scudo deflettore non è più attivo; ciò permette ai soldati di colpire più volte il Tripode con dei lanciamissili Javelin e abbatterlo. Nella scena seguente si vedono un alieno stremato uscire dalla capsula di pilotaggio del tripode e gli astanti che assistono increduli alla sua morte per improvviso soffocamento. Gli invasori vengono così facilmente sconfitti dai soldati. Ray e Rachel raggiungono la casa dei nonni a Boston e qui ritrovano Robbie, ancora vivo, e Mary Ann.

Il film si conclude con un discorso del narratore che spiega come gli alieni siano morti a causa dei microrganismi contenuti nel sangue umano a cui in tanti anni la specie terrestre si è adattata. “Poiché gli uomini non vivono e non muoiono invano…”

 

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