The Prestige

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The Prestige è un film del 2006 diretto da Christopher Nolan, tratto dall’omonimo romanzo di Christopher Priest.

Londra, fine ‘800. L’illusionista Alfred Borden, detenuto in galera con l’accusa di aver ucciso il suo collega e rivale Robert Angier, viene in possesso del diario del defunto e, leggendolo, ripercorre gli anni di astio e rivalità avuti in passato, quando i due giovani erano semplici aiuti di mister Cutter, uno scenografo esperto in illusionismo, presso il teatro Orpheum di Londra.

L’antefatto si svolge in un teatro, in cui il mago Milton sta presentando un numero detto fuga subacquea: la sua assistente Julia, legata mani e piedi da due “volontari” (in realtà sono i due assistenti Angier, che è suo marito, e Borden), deve fuggire da una cabina piena d’acqua. Prima dell’esibizione, Cutter, Borden, Angier e Julia avevano discusso sulla possibilità di sperimentare una diversa legatura, per spezzare la monotonia e rendere il numero più ad effetto, ma grazie alle rimostranze di Cutter e Angier, la possibilità era stata esclusa. Durante lo spettacolo però, al momento di fare il nodo e legare Julia, Borden sembra cambiare idea ed effettuare una variante con il tacito assenso di lei. Il numero però non riesce e questo costa la vita alla ragazza.

Da allora Angier ritiene Borden responsabile della morte della moglie e di conseguenza i due si separano, intraprendendo carriere di illusionista separatamente: mentre Angier diviene famoso come “Il grande Dantòn”, Borden si fa chiamare “Il professore” e si esibisce, accompagnato dall’inseparabile collaboratore Fallon, in teatri fatiscenti. In uno di questi conosce Sarah, che diventa sua moglie. Tra i suoi numeri vi è anche “L’afferraproiettile”, pericoloso gesto con un’arma da fuoco e la collaborazione del pubblico. Proprio Angier partecipa ad una di queste esibizioni, travestito da spettatore, e sabotando il numero provoca a Borden la perdita del dito mignolo e dell’anulare della mano sinistra. Nel frattempo, durante l’ascesa di Angier, anche Borden sale sul palco, travestito, per sabotare a sua volta un trucco del rivale.

Borden debutta con il numero del “Trasporto umano”: l’illusionista attraversa una porta e ricompare da un’altra porta, nella zona opposta del palco, quasi istantaneamente. Entusiasta, Angier vuole rubargli il numero, ma Cutter gli spiega che è possibile solo avendo un sosia. Angier si affida così ad un attore in bolletta che gli assomiglia, Gerald Root, e presenta così una propria versione del numero di Borden, ma più sofisticata e scenografica, e incanta il pubblico. L’uomo resta però ossessionato dal voler scoprire il trucco di Borden: prima invia la sua assistente e amante Olivia a spiarlo, che finisce però col diventare l’amante di Borden; poi arriva a rapire Fallon, e ottiene così la chiave: Nikola Tesla. Angier si reca a Colorado Springs per incontrare lo scienziato, chiedendogli di costruire ciò che è convinto di aver visto negli appunti del rivale: una macchina per il teletrasporto. Lo scienziato costruisce quindi un prototipo, che si rivela invece in grado non di spostare oggetti, ma di crearne copie. Intanto Sarah sospetta il tradimento del marito, che si comporta sempre in maniera strana, e arriva a togliersi la vita. Anche Olivia percepisce il comportamento discontinuo di Borden, ed in seguito lo abbandona per la sua freddezza.

Tornato a Londra, Angier si esibisce con successo grazie alla macchina di Tesla. Curioso, Borden si introduce dietro le quinte per capire cosa accade quando Angier scompare, e scopre che grazie ad una botola sul palco, Angier cade in una vasca, dove annega, mentre il suo duplicato appare tra il pubblico. Borden vede l’uomo affogare e tenta invano di salvarlo: verrà invece arrestato con l’accusa di omicidio, e condannato a morte per impiccagione.

Senza parenti, la figlia di Borden, Jess, rischia di finire in orfanotrofio, ma il misterioso Lord Caldlow afferma che si occuperà della piccola in cambio del segreto per il “Trasporto umano”. Borden accetta, e quando lo incontra si accorge che altri non è che Angier, o meglio il suo clone apparso dietro le quinte durante l’ultimo spettacolo. Borden urla quindi ai secondini che l’uomo non è realmente morto annegato nella vasca, ma nessuno gli dà retta; poco dopo viene impiccato terminando la sua vita con la fatidica parola “abracadabra“. In seguito anche Cutter scopre che Angier è vivo, e dopo avergli manifestato il suo dissenso, lo aiuta a distruggere la macchina di Tesla. Solo nei sotterranei del teatro, Angier vede ricomparire Borden che finalmente rivela la vera chiave del suo trucco del “Trasporto umano”, un’ipotesi ritenuta inizialmente da Angier troppo banale. Il collaboratore Fallon è in realtà un suo fratello gemello, e nel corso degli anni si erano sempre scambiati i ruoli, non solo sul palco, in cui scomparivano e riapparivano a turno, ma anche le vite e le compagne, Sarah amata da uno, Olivia dall’altro. Borden spara ad Angier, uccidendolo, ed è pronto ad iniziare una vita normale con la figlia. Il teatro va a fuoco e la luce delle fiamme rivela decine di vasche in cui galleggiano i cadaveri dei vari cloni di Angier creati nelle repliche di successo del suo spettacolo.

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