Luongo: «Terremoto, a Ischia rilevazioni errate: ora basta silenzi»

Luongo: «Terremoto, a Ischia rilevazioni errate: ora basta silenzi»

C’è imbarazzo nella comunità scientifica, inutile ignorarlo. Un imbarazzo dettato da una misura che non collima né con i dati storici né con l’osservazione diretta di quanto accaduto a Ischia. Quelle case lesionate e venute giù in un’area molto ristretta del comune di Casamicciola confermerebbero che ipocentro ed epicentro (il punto esatto sotto la superficie terrestre da cui inizia a propagarsi l’onda sismica e il suo punto corrispondente in superficie) divulgati dall’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia non siano realistici. Troppi sia quei 5 chilometri di profondità che quei 3 chilometri di distanza dalla costa al largo di Lacco Ameno. Giuseppe Luongo, professore emerito di Geofisica della Terra solida all’Università Federico II di Napoli e a lungo direttore dell’Osservatorio Vesuviano, ha deciso di rompere il silenzio e alzare la coltre che in queste ore circonda gli ambienti scientifici. (segue)

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“Acque toscane cedute alla Francia e nessuno ci ha avvertiti”

“Acque toscane cedute alla Francia e nessuno ci ha avvertiti”

SIMONA POLI

UN pezzo di arcipelago toscano “sottratto” all’Italia dalla Francia? La Lega sulla questione interroga in consiglio regionale Marco Remaschi, l’assessore con delega al mare, e tutta l’aula ascolta la sua risposta a bocca aperta. «Sono state cedute porzioni di superficie marina per 339,9 chilometri quadrati e acquisite per 23,85 chilometri quadrati », dice Remaschi, «con una diminuzione di 316 come si capisce facendo la sottrazione ». Sottrazione di nome e di fatto, a quanto pare. Da lì era partito il leghista Claudio Borghi, portavoce dell’opposizione. Da quell’accordo Italia-Francia per la cessione alla Francia, da parte del governo, di acque territoriali italiane, a largo delle isole dell’arcipelago toscano. «Nessuno ci ha informati, nessuno ci ha chiesto niente», svela ora Remaschi. «Il 18 febbraio ho chiesto un appuntamento al ministro degli Esteri Gentiloni ma da parte sua silenzio assoluto. Solo oggi (ieri per chi legge) ho sentito per telefono il sottosegretario Enzo Amendola che mi assicura che non c’è niente di vero in questa storia. Lo incontrerò a Roma nei prossimi giorni ma francamente non so cosa potrà dirmi, visto che io ho fatto fare le mie ricerche agli uffici dell’urbanistica e mi sono convinto che la cessione ci tocca eccome. Vediamo cosa replicherà».

Remaschi ha precisato che la superficie marina ceduta è davanti alle coste toscane, all’isola di Capraia, mentre quella acquistata si trova davanti alle isole d’Elba e di Pianosa. «Le risorse contenute nel tratto di mare interessato, che ospita il Santuario per i mammiferi marini, sono di altissimo pregio naturalistico», dice l’assessore. «L’accordo Italia Francia sembra penalizzi in maniera rilevante il settore della pesca professionale marittima». La Regione non è mai stata messa a conoscenza dell’accordo firmato, ma ancora non ratificato. La materia è di esclusiva competenza statale ma la Toscana vuole vederci chiaro.

Borghi ha incassato la risposta. «È possibile », domanda, «cedere territorio dello Stato senza nessun tipo di coinvolgimento degli organi democratici? Adesso partirà ogni tipo di iniziativa a livello regionale e poi nazionale per far sì che l’accordo non venga ratificato e perché non venga ceduto nemmeno un centimetro del territorio italiano». Anche la Liguria è in pieno allarme: le navi dei pescatori si muovono ormai col terrore di essere fermate dalle autorità francesi per aver “sconfinato” nelle loro acque. Anche il governatore Toti ha chiesto di vedere con urgenza Gentiloni.

Borghi parla di »alto tradimento». E sul sito “Il primato nazionale” accusa direttamente il governo. «Ci sono stati migliaia di italiani morti per riconquistare parti del territorio nazionale, come Trento e Trieste», dice Borghi. «Qui abbiamo un ministro che senza avvisare la Regione e senza avvisare il Parlamento regala ad un paese straniero un’area superiore a quella della provincia di Trieste. Il codice penale dice che chi è incaricato di trattare affari di stato va in carcere se infedele al mandato: delle due l’una, o Gentiloni ha agito secondo mandato (e quindi si deve dimettere Renzi come mandante) o non lo è stato e quindi deve essere incriminato secondo legge. La Lega Nord non permetterà la cessione di nemmeno un centimetro di mare toscano, ligure o sardo. Il trattato non deve essere ratificato dal parlamento a costo di rinnegare la firma con conseguente figuraccia internazionale. La Lega agirà in ogni sede perché i responsabili paghino le conseguenze».

Il giorno in cui in Italia morì la stampa

Alle 3:36 ero sveglio. Per chi mi conosce non sarà una novità. Ero sveglio e mi sono accorto che c’era stato un terremoto per caso, grazie a Twitter. Alle 3:42 esatte l’hashtag #terremoto era già primo tra i trending topic. Vuol dire che, a dispetto di quanti ne hanno celebrato anticipatamente la morte, Twitter è sano, vivo, reattivo e lotta più che mai assieme a noi.

Insomma, noto l’hashtag e parte un brivido sulla schiena, perché poco prima non c’era, e il fatto che invece fosse arrivato al primo posto in pochi minuti significava che aveva svegliato parecchie persone, quindi che era stato bello forte e, quindi, che era stato potenzialmente catastrofico per qualcuno. Questo penso, in pochi secondi, perché mi fido di Twitter e perché so come funziona. E infatti clicco sull’hashtag#terremoto e i tweet che manifestano preoccupazione sulla durata e sull’intensità si susseguono rendendo il flusso velocissimo e praticamente illeggibile: c’è chi l’ha sentito da molto lontano; chi ricorda che ai tempi dell’Aquila a Roma si sentì in modo molto simile; chi chiede dove sia l’epicentro; ci sono i soliti idioti che parlano di complotto e strane coincidenze con il terremoto a Pompei; ci sono quelli che rimarcano la quasi coincidenza di orario – come se alle coincidenze bastasse il“quasi” – con il terremoto a l’Aquila; ci sono quelli che sentono di dover dare la propria opinione anche se non interessa a nessuno (credetemi: letteralmente a nessuno; io non capisco che cosa – di fronte a una tragedia – vi porti a credere che il vostro parere sia in qualche modo rilevante, necessario, e debba avere in qualche modo la precedenza sulle notizie utili a chi è in difficoltà, o anche solamente occupare il medesimo spazio). E poi c’è chi si domanda perché nessuno (ma proprio nessuno, letteralmente) twitti dalle zone colpite. Già.

La prima testimonianza che arriva è quella del sindaco di Amatrice che, interpellato al telefono, dice ai microfoni di Radio 1 con la voce spezzata che non vede più gran parte del suo paese.

La radio, insomma (e vorrei anche aggiungere: una radio della Rai, cioè del servizio pubblico che fa il suo mestiere), è la prima a verificare la notizia e a trovare una fonte affidabile dal luogo del disastro.

Fino a quel momento la tv ancora tace. Le sette generaliste, mute, proseguono con l’inutilissima programmazione notturna, e tra le “all news” la prima a svegliarsi – comunque in ritardo – sarà RaiNews, con una diretta chiaramente improvvisata. Perché si svegli SkyTG24, che si era limitata a dare la notizia in un sottopancia, servirà più o meno un’altra mezz’ora. In questo lasso di tempo hanno già dato la notizia CNN, BBC, NBC e perfino Fox News, e i redattori di tutte le testate anglofone si sono trasferiti su Twitter per fare due cose: cercare testimoni dell’evento con informazioni o immagini di prima mano e chiedere l’esplicita autorizzazione per poterle utilizzare. La fan-ta-scien-za, per noi.(segue)