MALEDETTA PRIMAVERA – E’ LA STAGIONE IN CUI SI VERIFICANO PIU’ SUICIDI. IN ITALIA SONO 4MILA ALL’ANNO LE PERSONE CHE DECIDONO DI TOGLIERSI LA VITA: A RISCHIO SOPRATTUTTO VEDOVI E DIVORZIATI. GLI UOMINI SI IMPICCANO, LE DONNE SI LANCIANO NEL VUOTO

MALEDETTA PRIMAVERA – E’ LA STAGIONE IN CUI SI VERIFICANO PIU’ SUICIDI. IN ITALIA SONO 4MILA ALL’ANNO LE PERSONE CHE DECIDONO DI TOGLIERSI LA VITA: A RISCHIO SOPRATTUTTO VEDOVI E DIVORZIATI. GLI UOMINI SI IMPICCANO, LE DONNE SI LANCIANO NEL VUOTO

Sono circa 4 mila (in prevalenza uomini adulti) le persone che ogni anno in Italia decidono (e riescono) a togliersi la vita con i metodi più disparati. Una strage silenziosa e continua che dopo un periodo di assestamento al ribasso (quasi dimezzati i dati che riguardano le donne) ha registrato una nuova accelerazione (colpendo soprattutto gli uomini in età da lavoro) con l’esplosione della crisi economica mondiale nell’agosto del 2007.Una tendenza statistica impressionante che ha portato nel 2013 (ultimo anno di cui sono disponibili i dati Istat) a 4291 il numero di suicidi su tutto il territorio nazionale (352 nella sola regione Lazio). Numeri che fanno impressione e che devono tuttavia essere considerati per difetto visto che in molti frangenti, i casi di suicidio non vengono riconosciuti come tali. (segue)

Rifuti, ne produciamo di meno e li paghiamo il 22,7% in più Gli abitanti della Capitale pagano il 50,9% in più della media. E sono i più scontenti.

Rifuti, ne produciamo di meno e li paghiamo il 22,7% in più Gli abitanti della Capitale pagano il 50,9% in più della media. E sono i più scontenti.

Costano caro i rifiuti a Roma, più che nelle altre città d’Italia e il servizio è il meno soddisfacente dello Stivale. La Capitale, dice un rapporto Confartigianato, detiene il primato negativo dei costi più alti per l’igiene urbana insieme a quello per la maggiore insoddisfazione dei cittadini. Ma le tariffe sulla raccolta dell’immondizia galoppano ovunque. Nonostante la produzione sia diminuita del 10,1% negli ultimi cinque anni, nello stesso periodo le tasse sono lievitate del 22,7%.
10,2 MILIARDI DI SPESA, ULTIMI PER SODDISFAZIONE. Se il gradimento è differenziato, il balzo dei costi interessa tutti i comuni. E a fronte peraltro di una diminuzione della produzione e, spesso, di strade e quartieri invasi da sporcizia.  Il quadro che emerge da un rapporto realizzato dalla Confederazione è allarmante: l’igiene urbana è costata alle tasche di famiglie e imprenditori italiani nel 2014 in media 167,80 euro a testa, in totale 10,2 miliardi. E siamo ultimi in Ue per livello di soddisfazione. A pagare di più sono i cittadini del Lazio (Roma compresa) con un costo di 220,3 euro per abitante. Seguono Liguria con 212,7 euro/abitante, Toscana con 210,3 euro/abitante, Campania 196,7, Sardegna 192,1, Umbria con 182,2 euro (+13,1%).
«C’è qualcosa che non va», ha denunciato il Presidente di Confartigianato, Giorgio Merletti. «Le tariffe dei servizi erogati da soggetti pubblici devono rispettare il mercato e non possono essere una variabile indipendente, troppo spesso utilizzata per fare cassa e mettere a posto i guasti di una cattiva gestione».
I ROMANO PAGANO IL 50,9% IN PIÙ. La raccolta di immondizia costa agli abitanti di Roma 249,9 euro pro capite, il 50,9% in più rispetto alla media nazionale e il 9,5% in più rispetto ai 228,15 euro del 2010. Tuttavia appena il 9% dei cittadini trova Roma pulita. Peggio solo a Palermo dove è soddisfatto appena il 7% dei cittadini.(segue)

ISLAMICHE EVASIONI

ISLAMICHE EVASIONI

Viaggio tra i detenuti musulmani in Italia. Perché aumenta la radicalizzazione, come si monitora e si combatte. Storie inedite e numeri poco pubblicizzati

L’ultimo è stato un macedone, Vulnet Maqelara, alias Karlito Brigante, arrestato alcune settimane fa a Roma. Aveva cambiato nome in omaggio al protagonista del celebre film “Carlito’s way”, uno spacciatore portoricano, la cui aspirazione al paradiso era però molto terrena. Radicalizzato nel carcere di Rebibbia da un tunisino diventato poi mujahed (cioè combattente) dello Stato islamico. Il fenomeno della radicalizzazione in carcere è diventata una faccenda dannatamente seria. E non solo perché le cellule che hanno colpito negli scorsi mesi Parigi e poi Bruxelles erano formate soprattutto da ex delinquenti votati al jihad o perché Salah Abdeslam si era radicalizzato in carcere, ma anche perché in Italia il monitoraggio sistematico avviato dall’intelligence penitenziaria, dal 2008 in collaborazione con il comitato di analisi strategica dell’Antiterrorismo, il C.a.s.a, dimostra la stessa tendenza: ora la minaccia viene dalle celle, dove vivono in promiscuità i delinquenti comuni.

Cristina Giudici

 

Rapporto meningite 40 mila portatori sani tra Firenze e Empoli

Rapporto meningite 40 mila portatori sani tra Firenze e Empoli

Non lo sanno ma hanno nella gola i batteri responsabili delle forme di meningite più aggressive. Circa 40mila persone che vivono nella provincia di Firenze sono portatrici sane del meningococco. I dati preliminari dell’indagine epidemiologica voluta dall’Istituto superiore di sanità e dalla Regione per quantificare la presenza del batterio di tipo C in Toscana raccontano di un’incidenza del 4% nell’area fiorentina. Cioè quella più colpita, dove vivono circa un milione di persone.

C’è un’epidemia di meningite in Toscana?

meningite

Decine di casi l’anno scorso, altri 12 nei primi due mesi del 2016. Partita la campagna di vaccinazioni

In Toscana e, in particolare, nella Valle dell’Arno, c’è un aumento importante dei casi di meningite causata dal meningococco di tipo C. Come si vede dal grafico, i casi di questo tipo di meningite sono fortemente diminuiti dal 2005, quando è stato introdotto il vaccino (per i bambini di un anno) e hanno avuto oscillazioni annuali fino al 2015, quando sono bruscamente aumentati: 31 malati, di cui 6 morti nel 2015 e già 12 malati, di cui quattro sono morti, nei primi due mesi del 2016. Nel grafico i malati guariti sono indicati in blu, i morti in arancione e i casi con esito ignoto in azzurro chiaro.

Si può parlare di epidemia
Nel 2014 i casi in Toscana erano stati solo 2, nessuno mortale. Nel 2013 c’erano stati 3 casi, tra cui uno mortale. In termini tecnici si parla di epidemia quando in una popolazione iniziano a verificarsi molti più casi di una malattia degli anni precedenti, indipendentemente dalla percentuale di persone contagiate, proprio come sta accadendo in Toscana. L’incidenza dei casi di meningite da sierogruppo C si è alzata rispetto agli anni precedenti: 0,83 su 100.000 abitanti nel 2015 and 1.98 nei primi due mesi del 2016, quando la media degli anni tra il 2012 e il 2014 era di 0,08 su 100.000. In parole povere, malati e morti non sono molti, ma si sono decuplicati rispetto a due anni fa e stanno aumentando. E gli scienziati parlano di epidemia proprio se i malati aumentano, non se sono molti.
I vaccini sono utili ma non infallibili

C’è un’epidemia di meningite in Toscana?

Generazione Erasmus: superqualificati e superdisoccupati

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Dunque rischiamo di sprecare capitale umano perché non riusciamo a investirlo. I giovani di oggi hanno sicuramente delle skill diverse (e migliori) rispetto alle generazioni precedenti innanzitutto perché si sentono cittadini del mondo. Grazie agli scambi estivi tra famiglie, all’ Erasmus e ad altre esperienze all’estero vantano un passaporto con tanti visti. Da qui una maggiore consuetudine con le lingue straniere che si aggiunge alla fortuna di essere nativi digitali. Non va dimenticato poi come i nostri giovani abbiano maturato un orientamento più favorevole alla flessibilità e a questo punto l’identikit è quasi completo. Il guaio è che non siamo in grado di dare risposte valide che in primis impieghino questo capitale e poi servano a incrementarlo. Perché?

7 tips for cancer patients worrying about the cost of their care

7 tips for cancer patients worrying about the cost of their care

You’ve just been diagnosed with cancer. One of your first questions, after the shock wears off, is most likely: How much could all this cost? The answer may be hard to pin down.

Of the almost 1.7 million Americans who will learn they have cancer this year, the “lucky” ones will have a single episode mostly covered by generous insurance. But others may face prolonged illness and daunting medical bills.