Dario Fabbri – Dalla Guerra fredda al nuovo disordine mondiale

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Assad: Il fallimento dell’Occidente ad Aleppo è il crollo del suo progetto in Siria – L’antidiplomatico

Assad: Il fallimento dell’Occidente ad Aleppo è il crollo del suo progetto in Siria – L’antidiplomatico

Il presidente siriano Bashar al Assad ha dichiarato che la decisione di liberare tutto il territorio siriano è stata presa fin dall’inizio, compresa la città di Aleppo.

“Mai abbiamo pensato di abbandonare una zona della Siria senza liberarla”

In un’intervista con il quotidiano siriano “Al-Watan”, Assad ha dichiarato che “mai si è pensato di abbandonare una zona in Siria senza averla liberata”, aggiungendo che l’evoluzione del processo delle operazioni militari nel corso dell’ultimo anno sta spingendo i recenti risultati militari.

Ha chiarito che il processo di liberazione della parte orientale della città di Aleppo non ha colore politico, ma una parte delle operazioni militari naturali condotte dall’esercito siriano.

Il presidente siriano ha spiegato che “la liberazione dei terroristi Aleppo significa una perdita enorme per i terroristi e gli Stati che li sostengono “, aggiungendo che “il trionfo militare di Damasco o Aleppo è un risultato politico e militare significativo in quanto queste due città sono le più importanti, politicamente ed economicamente.”

“Il fallimento dell’Occidente nella battaglia di Aleppo significa il crollo del  suo progetto esterno per la Siria”

Il leader siriano ha inoltre sottolineato che tutti i paesi occidentali e regionali dipendono dalla Turchia sull’attuazione del loro progetto sovversivo e distruttivo in Siria, notando che il fallimento di questi paesi nella battaglia di Aleppo significa un cambiamento nella marea della guerra in Siria e nel collasso del progetto esterno per quel paese.

Inoltre, ha ribadito che i nordamericani persistono nel chiedere una tregua, perché i loro agenti terroristici sono in una situazione molto difficile, ed è per questo sentiamo le urla, le grida e gli appelli dell’Occidente per proclamare una tregua.”

“La guerra al terrorismo non è una guerra della Siria o della Russia, ma del mondo in generale”

Sulle relazioni con la Russia, il presidente Assad ha precidsato: “Vogliamo rafforzare queste relazioni; invitiamo i russi prima e dopo la crisi, ad investire in Siria, dal momento che non cercano di approfittare della guerra in Siria, in quanto hanno investito in Siria fin dal principio, ciò è una parte essenziale della politica della Russia. ”

“L’Occidente è sempre stato parziale e ipocrita nelle sue relazioni con la Siria”

Il presidente al-Assad ha affermato che “la Siria vuole stabilire rapporti con tutti i paesi, anche con quelli dell’Occidente, anche se sappiamo in anticipo la loro ipocrisia.”

“L’Occidente non ha cambiato la sua ipocrisia, anche quando il nostro rapporto è stato buono tra il 2008 al 2011. L’Occidente è sempre stata parziale ed ipocrita, ma stiamo parlando di interessi”, ha aggiunto Assad. (segue)

Il fattore curdo — Aurora

Christof Lehmann, New Eastern Outlook 11/09/2016Partiti e militanti curdi, e loro alleanze, sono divenuti i fattori principali nei teatri siriano, iracheno e turco. Anche se i curdi sono stati un fattore regionale significativo dalla metà degli anni ’80, il loro ruolo nella regione è diventato importante nel 2015 e sempre di più dal tentato golpe militare […]

via Il fattore curdo — Aurora

SOROS – LA FONDAZIONE DELLO SPECULATORE AMERICANO INDIVIDUA I POTENZIALI “ALLEATI AFFIDABILI AL PARLAMENTO EUROPEO” CHE SI POTREBBERO RECLUTARE COME LOBBYSTI. GLI ITALIANI? CÉCILE KYENGE, SERGIO COFFERATI, BARBARA SPINELLI E ALESSIA MOSCA

SOROS – LA FONDAZIONE DELLO SPECULATORE AMERICANO INDIVIDUA I POTENZIALI “ALLEATI AFFIDABILI AL PARLAMENTO EUROPEO” CHE SI POTREBBERO RECLUTARE COME LOBBYSTI. GLI ITALIANI? CÉCILE KYENGE, SERGIO COFFERATI, BARBARA SPINELLI E ALESSIA MOSCA

George Soros. Un benefattore, meglio un filantropo, per i sostenitori. Un cinico speculatore, se non un burattinaio, per i detrattori. Di certo un personaggio ingombrante. E a più facce: tra i trenta uomini più ricchi del mondo, con un patrimonio personale stimato in circa 24,9 miliardi di dollari (maggio 2016), e insieme un supporter del movimento liberal della sinistra Usa e un finanziatore dei gruppi per i diritti umani. Le sue braccia operative sono il Soros Fund, l’ Open Society foundation, di cui Soros è presidente, e il Quantum Group, di cui il finanziere è fondatore e consigliere.

Proprio l’ Open society foundation, che si ispira alla «società aperta» teorizzata dal filosofo Karl Popper, di cui Soros è stato allievo alla London School of Economics, ha pubblicato la mappa della possibile rete politica europea del magnate di origini ungheresi. Uno screening dei deputati dell’ Europarlamento in grado di diffondere i valori della fondazione di Soros.

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Negli Stati Uniti, i nomi evidenziati dal rapporto – Reliableallies in the EuropeanParliament (2014 – 2019), ovvero «alleati affidabili al Parlamento europeo» – sarebbero definiti «lobbysti». Almeno potenzialmente. La fondazione ha passato al setaccio 26 delegazioni e 11 commissioni di Strasburgo. Il risultato è un elenco di 226 deputati «probabili alleati» dell’ Open Society.

«La presenza di un deputato in questa mappatura», scrivono i curatori del rapporto, indica che si tratta di un soggetto «propenso a sostenere» il programma di Soros. Al punto da diventare un deputato con il quale costruire un rapporto «durevole e affidabile».

BARBARA SPINELLIBARBARA SPINELLI

E l’ Italia non poteva mancare. Nella lista del finanziere passato alla storia per l’ operazione di speculazione finanziaria che obbligò la Banca d’ Inghilterra a svalutare la sterlina, c’ è il fior fiore della sinistra italiana. A partire da Kashetu Kyenge, meglio conosciuta come Cécile Kyenge, l’ ex ministro dell’ Integrazione del governo Letta, adesso europarlamentare del Pse in quota Pd.

fausto bertinotti sergio cofferatiFAUSTO BERTINOTTI SERGIO COFFERATI

Kyenge è citata nel rapporto della fondazione di Soros in quanto sostenitrice del «diritto di asilo» e di «migrazione», fan della «giustizia sociale» nonché dei «diritti delle minoranze etniche». Dalla paladina dei migranti al padre nobile del «sindacalismo rosso» italiano. Tra i nomi indicati dalla Open society foundation, infatti, spicca quello di Sergio Cofferati, ex segretario generale della Cgil dal 1994 al 2002, strenuo difensore dell’ articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Cofferati interessa a Soros, tra le altre cose, in qualità di «difensore del consumatore» e come protettore dell’«occupazione», della «governance economica» e dei «diritti umani».(segue)

Il punto sulla Siria. — Il Blog di Pierluigi Piccini

di Fabrizio Dragosei La situazione in Siria sarà oggi al centro dell’attività diplomatica russa. Il ministro degli esteri Sergej Lavrov vedrà a Ekaterinburg il suo omologo tedesco Frank-Walter Steinmeier, mentre il vice di Lavrov, Bogdanov, è a Teheran per incontrare il responsabile degli esteri Javad Zarif. Al centro dell’attenzione dei diplomatici sarà in particolare la […]

via Il punto sulla Siria. — Il Blog di Pierluigi Piccini

BOMBA SULLA CAMPAGNA: JULIAN ASSANGE FA CAPIRE CHE SETH RICH, IL FUNZIONARIO DEL PARTITO DEMOCRATICO UCCISO ”IN CIRCOSTANZE MISTERIOSE” UN MESE FA ERA UNA FONTE DI WIKILEAKS: ”BISOGNA CAPIRE CHE QUI LA POSTA IN GIOCO È ALTISSIMA”

BOMBA SULLA CAMPAGNA: JULIAN ASSANGE FA CAPIRE CHE SETH RICH, IL FUNZIONARIO DEL PARTITO DEMOCRATICO UCCISO ”IN CIRCOSTANZE MISTERIOSE” UN MESE FA ERA UNA FONTE DI WIKILEAKS: ”BISOGNA CAPIRE CHE QUI LA POSTA IN GIOCO È ALTISSIMA”

Mentre i giornaloni americani tuonano contro Donald Trump che avrebbe istigato il popolo del Secondo Emendamento, ovvero quello che porta armi da difesa personale, come se un candidato alla presidenza degli Stati Uniti potesse invitare decine di milioni di persone a uccidere il candidato avversario  e credere che costituisca un vantaggio, forse il morto ammazzato c’ è sul serio, forse ha addirittura che fare con una delle tante storiacce di email dei democratici, in un intreccio di complotto spionistico e malaffare intrecciato alla politica, e sarà per questo che i giornaloni di cui sopra, mai così simili alla collusa informazione europea, preferiscono non parlarne, non si sa per quanto, anche perché The Donald twitta e Drudge Report impazza.

seth rich omicidio democratic national committeeSETH RICH OMICIDIO DEMOCRATIC NATIONAL COMMITTEE

 Fatto sta l’ 8 luglio un impiegato del Partito Democratico, Seth Conrad Rich, 27 anni, è stato ucciso, gli hanno sparato alle spalle per la strada a Washington. Nessun testimone, l’assassino non gli ha rubato proprio nulla, addosso infatti gli hanno trovato orologio, portafoglio e telefono. Subito è circolata la voce che stesse andando negli uffici del FBI per una inchiesta che riguardava la famiglia Clinton. (segue)