Il cambio flessibile

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L’economista Lars Christensen ha suddiviso i Paesi del Vecchio Continente in due categorie:
A) La squadra VERDE composta da quegli stati la cui valuta può fluttuare liberamente rispetto alle altre.
B) La ROSSA di cui fanno parte quelle economie la cui valuta non può fluttuare liberamente perché ingabbiate in un’Unione Monetaria (come l’euro) o in un sistema di cambi rigido (il cosiddetto PEG) che non consente alla loro moneta di fluttuare liberamente (come la Danimarca).
La linea di partenza di questo esperimento è il 2007: l’inizio della grande crisi.
La squadra VERDE ha visto mediamente aumentare il rapporto debito pubblico/PIL di circa l’11%.
La squadra ROSSA (quelli col cambio fisso o con la moneta unica) invece di oltre il 25% .
Il cambio flessibile è un ammortizzatore. Lo abbiamo visto. Gli aggiustamenti di prezzo verso il basso (svalutazioni) consentono ai paesi in difficoltà (in caso di uno shock come quello del 2007) quel recupero di competitività necessario al rilancio dell’export, del turismo ed alla fine del mercato interno. Ne beneficerà il reddito e quindi in pratica il rapporto DEBITO/PIL.
(I dati sono del FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE)

Crisi Grecia, Atene: “Giornalisti agli ordini della troika per fare propaganda pro-Ue”

Crisi Grecia, Atene: “Giornalisti agli ordini della troika per fare propaganda pro-Ue”

Lo ha denunciato la Commissione parlamentare sulla trasparenza della crisi, che indaga sul Fondo, sulle base delle rivelazioni dell’ex membro greco dell’Fmi Panagiotis Roumeliotis. A dare manforte, secondo le accuse, anche un pool di economisti e docenti universitari che in occasione di interviste sui quotidiani o in tv cercava di persuadere l’opinione pubblica che quella dell’austerità era l’unica strada possibile (segue)

Roubini: la fine dell’Ue è più vicina di quanto si pensi

Roubini of New York University's Stern School of Business speaks during the Skybridge Alternatives Conference in Las Vegas
Nouriel Roubini of New York University’s Stern School of Business speaks during the Skybridge Alternatives (SALT) Conference in Las Vegas, Nevada May, 9, 2012. SALT brings together public policy officials, capital allocators, and hedge fund managers to discuss financial markets. REUTERS/Steve Marcus (UNITED STATES – Tags: BUSINESS EDUCATION)

L’Unione Europea è al bivio. E potrebbe presto imboccare la strada della dissoluzione secondo quanto dichiarato da Nouriel Roubini presidente del Roubini Global Economics Monitor nonché professore della New York University.

(domanda 6/31) “ci sarà inflazione? Dovremo fare la spesa con la carriola di banconote? Varranno carta straccia”

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Ieri abbiamo appreso che pur convertendo in misura 1:1 l’euro con la nuova moneta cambierà tutto. La nostra nuova moneta svaluterà rispetto alle altre. Pardon raggiungerà il giusto prezzo di mercato rispetto alle altre valute. I nostri prodotti saranno più convenienti. Sarà meno costoso per gli stranieri (in particolare tedeschi, austriaci etc che oggi hanno la nostra moneta) venire in vacanza in Italia o mettere una fabbrica. In altre parole tante occasioni di sviluppo che oggi non abbiamo perché abbiamo una moneta artificialmente forte. Ovviamente spenderemo di più nell’acquistare prodotti e servizi esteri. Quindi chiediamoci (domanda 6/31) “ci sarà inflazione? Dovremo fare la spesa con la carriola di banconote? Varranno carta straccia”

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“Riprenderemmo la Lira? Avremmo ancora i vecchi milioni o miliardi?”

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Buongiorno amici. Ieri abbiamo compreso che uscire dall’€ non vuol dire uscire dall’Europa. Nell’UE ci sono paesi che non hanno € (UK, Svezia, Polonia, Ungheria, Danimarca etc) ed esiste anche il cosiddetto SPAZIO COMUNE EUROPEO (un mercato continentale disciplinato da trattati internazionali) di cui fanno parte paesi che neanche stanno nell’UE come Norvegia, Islanda e Svizzera ad esempio. Oggi risponderemo alla domanda 4/31 “Riprenderemmo la Lira? Avremmo ancora i vecchi milioni o miliardi?” Buona lettura

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VIENNA: PRONTI CENTINAIA SOLDATI ALLA FRONTIERA DEL BRENNERO TRA AUSTRIA E ITALIA – See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Migranti-Vienna-pronti-centinaia-soldati-a-frontiera-Brennero-tra-Austria-e-Italia-eea63b61-1253-492f-8209-d2a963733d4a.html

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Sempre più tesa le questione del confine tra Italia e Austria. Vienna ribadisce che è necessario un rafforzamento della frontiera meridionale con l’arrivo della buona stagione per l’aumento del flusso dei migranti – See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Migranti-Vienna-pronti-centinaia-soldati-a-frontiera-Brennero-tra-Austria-e-Italia-eea63b61-1253-492f-8209-d2a963733d4a.html