Follonica Cala Violina

Cala Violina deve il proprio nome alla natura della sabbia bianca e finissima che la contraddistingue, così particolare da riprodurre una sorta di suono di violino quando vi si cammina sopra a piedi nudi. Compresa nella Riserva Naturale delle Bandite di Scarlino, è raggiungibile esclusivamente a piedi, a cavallo oppure in bicicletta. Conosciuta per le sue acque trasparenti e i fondali di rara bellezza,è un piccolo grande gioiello che è stato premiato da Legambiente come una delle 11 spiagge più belle d’Italia. Il nostro viaggio ci porterà inoltre a visitare l’eremo di Montesiepi e l’affascinante abbazia cistercense di S: Galgano, ora completamente in rovina. La mancanza del tetto evidenzia l’articolazione della struttura architettonica, che l’accomuna a numerose abbazie d’oltremanica, germaniche e bretoni.

Acera e il Monte Maggiore

Un semplice ma caratteristico percorso che si snoda in quota in una località strategica dal punto di
vista panoramico. La particolarità del tracciato fa sì che si possa godere delle viste che si affacciano a
fasi alterne sia sulla Valle Umbra che sulla Valnerina, dove lo sguardo può spaziare a perdita d’occhio
lungo i dolci ed irregolari profili delle catene del nostro Appennino.
La partenza dal Suggestivo castello di Acera, interamente ristrutturato in tempi recenti, permette ai
visitatori di conoscere un piccolo e poco noto castello che vede la sua nascita nel lontano 1296.
Dell’originario castello rimangono la porta d’ingresso, alcune torri e tratti di mura che ne mantengono
l’aspetto medievale. Il nome deriva dalla presenza di folti boschi di acero e cerro nelle vicinanze, che
nel periodo autunnale regalano calde pennellate di colore.
Il percorso ad anello intorno al monte Maggiore (1.430 m) permette il susseguirsi di panorami sempre
nuovi e, data la quota, sempre vasti.A simple but distinctive path that winds at high altitude in a strategic location from the point of
panoramic view. The particularity of the track means that you can enjoy the views that look out to
ups and downs both on Valle Umbra that Valnerina, where one can enjoy the eye
along the gentle and irregular profiles of the Apennines chains.
The departure from the suggestive castle of Acera, fully renovated in recent times, allows
visitors get to know a small and little-known castle that sees its birth back in 1296.
Original castle remain the front door, some towers and parts of the walls that maintain
the medieval aspect. The name comes from the presence of thick forests of maple and oak nearby, which
in autumn give warm color brushstrokes.
The circular route around Mount Major (1,430 m) allows a succession of increasingly views
new and, given the share, always vast

Assisi

Assisi  è un comune italiano di 28 428 abitanti[4] della provincia di Perugia in Umbria. 2016.
È conosciuta per essere la città in cui nacquero, vissero e morirono san Francesco, patrono d’Italia, e santa Chiara.Il territorio comunale assisano comprende porzioni sia pianeggianti sia collinari che di bassa montagna. La città serafica grazie alla sua posizione posta in collina ed affacciata sulla Valle Umbra, presenta un clima gradevole ma di transizione tra l’area di pianura ad ovest e quella più montuosa ad est, con estati calde ma non afose ed inverni non eccessivamente rigidi. Caratteristica invernale sono le temperature percepite dal corpo umano a seguito dei freddi venti di tramontana che scorrono lungo il bordo nord occidentale del Monte Subasio, poiché solitamente tendono ad essere intensi, ed il loro wind chill associato è di vari gradi sotto lo zero. Una volta o due l’anno fa comparsa nella città anche la neve, ma grazie alla propria posizione riparata, molto difficilmente cade in quantità rilevanti. La primavera e l’autunno tendono ad essere piovose e piuttosto tiepide.

Le aree del territorio assisiate che sono situate nella Valle Umbra presentano invece un clima, rispetto alla città, caratterizzato da estati leggermente più calde e talvolta afose a causa del maggior tasso di umidità, mentre nel periodo autunnale ed invernale nelle giornate di cielo sereno sono spesso ricoperte dalla nebbia che talvolta perdura per tutto l’arco della giornata.

In inverno possono prodursi brinate sia in città, sia nella valle sottostante, con temperature notturne anche ben al di sotto degli zero gradi. Il territorio a nord del capoluogo comunale, che si protrae verso i comuni di Nocera Umbra, Gualdo Tadino e Valfabbrica, è di tipo collinare-bassa montagna, e presenta pertanto un clima più simile a quello montano, con estati non troppo calde e solitamente ventilate, mentre gli inverni risultano talvolta rigidi con nevicate localmente abbondanti soprattutto a seguito delle irruzioni di aria fredda da nord-est.

Panorama su Amatrice dalla Vetta del Gorzano con cascate finali

Il Monte Gorzano è il monte più alto dei Monti della Laga.

Si trova a cavallo tra Abruzzo e Lazio, al confine fra la provincia di Teramo e quella di Rieti (fino al 1927 era interamente abruzzese, e a riprova di ciò anticamente era anche noto come Monte di Roseto con riferimento all’allora comprensorio formato dagli attuali comuni di Cortino e Crognaleto). Con i suoi 2458 m è la cima più alta del Lazio. Mount Gorzano is the highest mountain in the Monti della Laga. It straddles between Abruzzo and Lazio, on the border between the province of Teramo and that of Rieti (until 1927 was entirely in Abruzzo, and evidence of this was once also known as Monte di Roseto with reference to the then district formed by the common current Cortino and Crognaleto). With its 2458 m is the highest peak of Lazio.

#MTB I COFFEE BYKERS AL CASTELLO DI CAMPELLO 22 agosto 2019

Uscita del gruppo Coffee Bykers Foligno fino al Castello di Campello
Umbria
Il Castello di Campello è un insediamento fortificato di altura ubicato sulla sommità di un colle a 514 metri s.l.m., in posizione dominante sulla valle Spoletina.
Fa parte di un sistema ambientale al limite tra la zona collinare e quella montana che conserva ancora i caratteri di un paesaggio medievale, con il castello, il borgo, le case torri vicino alle mura, i piccoli campi circondati da siepi, le bianche strade di accesso segnate dalla vegetazione, le Maestà agli incroci e i terrazzamenti pieni di olivi.
Il castello mantiene integra gran parte della struttura trecentesca sia nei lunghi tratti ben conservati delle mura e delle torri che nell’edilizia minore interna ed esterna al centro fortificato. Presenta la tipica cinta muraria a pianta circolare con l’insediamento del piccolo borgo cresciuto lungo la via di accesso verso il versante di pianura.
La strada a forma di spirale, collegava Campello Alto alla viabilità di pianura, il cui asse principale era la via Flaminia.
Il perimetro del castello è di circa 500 mt. Le mura, una volta culminanti in merli guelfi, ebbero attorno dei fossati. Sono ben visibili resti di cannonieri, beccatelli in pietra, numerosi archi e finestre, appartenuti alle case che si addossavano ad esse, si sono conservate nel loro circuito originario e permettono al complesso di serbare l’aspetto compatto, tipico del castello medievale, reso ancora più suggestivo dalla posizione isolata, sullo sfondo di uno scenario paesaggistico di incomparabile bellezza.

I monti di Gualdo Tadino 6 ottobre 2019 con coccinelle finali

I monti di Gualdo Tadino 6 ottobre 2019

Con questa escursione toccheremo le cime più alte che sovrastano la Gola della Rocchetta e Gualdo Tadino.

Partendo dal parcheggio dell’eremo/rifugio di Serra Santa e raggiunto l’eremo stesso, ci avvieremo, in leggera salita, fino alla cima di Serra Santa (1423 mt.).

Da qui attraverso le vaste praterie sommitali scenderemo fino al Pian delle Vescole per poi raggiungere la vetta più alta del comprensorio, il monte Penna (1432 mt.).

Tornati sui nostri passi a ca. due terzi del percorso ci aspetta la terza cima, quella del Monte Nero (1412 mt.).

Da qui scenderemo per prati in direzione della Rocchetta, fino ad incontrare un sentiero immerso in una bellissima faggeta che ci porterà sopra alla Balza di Mezzogiorno a picco sopra Gualdo.

Quindi, con una ripida ma breve salita, ritorneremo al Rifugio e al parcheggio.

La maggior parte del percorso si svolge su estese praterie sommitali, dove, grazie alle abbondanti nevicate e piogge, si raccoglie l’acqua che sgorga copiosa dalle numerose sorgenti del comprensorio.

I continui cambi di versante ci faranno ammirare panorami sempre di grande bellezza.

Monte Brunette e la Valle Umbra

Monte Brunette (1421). È posto a est della pianura umbra su cui incombe; alle sue pendici ci sono i comuni di Campello e di Trevi e anche le famose fonti del Clitunno.
Dal punto di vista geologico è una struttura anticlinalica sbloccata da faglia bordiera ad ovest ed ha la stessa composizione degli altri appenninici dei dintorni; si tratta di calcari meso e cenozoici tipici della successione umbro – marchigiana, dove si possono trovare estesi affioramenti di “Rosso ammonitico”. Una unità litostratigrafica di marne e argille nodulari rosse, spessore 8-10 m, posizionato cronologicamente tra la “Corniola” più antica e i “Calcari e marne a Posidonia” più recenti. Nel “Rosso”, di età Toarciano, zona biostratigrafica a H. bifrons, è stato trovato intorno agli anni ’70 il tipo di ammonite, genere Praerycites, introdotto in letteratura del 1981.
Sulla cima esiste un piccolo castelliere di epoca protostorica, trovato negli anni 70 del XX secolo e vi sono antenne per radio e telecomunicazioni. È parzialmente coperto da boschi di faggio e leccio e ci sono varie sorgenti. L’abitato più vicino è quello di Pettino che è posto nel comune di Campello, a cui è collegato da una strada carrozzabile.