La lotta di classe tra capitale e lavoro: perché Parigi è la partita decisiva.

La lotta di classe tra capitale e lavoro: perché Parigi è la partita decisiva.

di Lidia Undiemi

Mi batto da anni per porre all’attenzione dell’opinione pubblica come dietro all’attuale scontro fra Stati e mercati (ben rappresentati dalla Troika) si cela un pesante attacco del capitale al lavoro, che deve necessariamente passare per un indebolimento delle democrazie nazionali. Non è un caso, infatti, che le principali riforme richieste dai mercati, mediati dalla Troika, abbiano riguardato i diritti dei lavoratori, gravemente compromessi nei paesi dell’eurozona in cambio di ‘aiuti’ finanziari.
Per quanto riguarda l’Italia, non c’è nemmeno stato bisogno del commissariamento formale, è bastata la ormai famosa lettera del 5 agosto 2011 che il presidente della Bce, all’epoca dei fatti Jean-Claude Trichet, inviò al governo Berlusconi per dare il colpo di grazia al potere contrattuale dei lavoratori. Il documento conteneva la richiesta di interventi urgenti in materia di revisione delle regole sui licenziamenti, di razionalizzazione del sistema pensionistico, taglio dei salari e altro ancora. Noi li abbiamo accontentati.
Sino ad ora, i mercati hanno avuto vita facile nel dettare l’agenda politica nei paesi ‘deboli’. Ma la Francia è un’altra cosa, la storia insegna. L’imperativo europeo ‘facilitare i licenziamenti e abbassare i salari’ sta trovando una seria opposizione nei francesi, che hanno ben capito qual è la posta in gioco del ‘Ce lo chiede l’Europa‘. (segue)