Via Francigena da San Gimignano a Colle di Val d’Elsa

La via Francigena, a partire dal Medioevo, costituì il principale asse viario europeo che collegava le tre più importanti capitali religiose europee: Santiago de Compostela, Roma e Gerusalemme. Le tappe toscane veniveno percorse dai pellegrini che, dalla Francia, dovevano arrivare a Roma. Il tratto, presto inaugurato, anticamente collegava San Gimignano a Monteriggioni, un percorso affascinante sia dal punto di vista ambientale che storico-culturale.

La Toscana, nella parte che ci interessa particolarmente (e cioè da Fucecchio a Siena) era attraversata da ben tre percorsi distinti di Via Francigena. Il primo e più antico era quello descritto da Sigeric e si svolgeva, fra San Genesio e San Gimignano, sul crinale delle colline ad occidente del fiume Elsa fino alla città delle Cento Torri e da qui, evitando di scendere in piano, si dirigeva, primaa Borgo d’Elsa, quindi a Badia a Isola e da qui a Siena The Via Francigena, from the Middle Ages, was the main European road axis linking the three most important European religious capital: Santiago de Compostela, Rome and Jerusalem. The veniveno Tuscan steps taken by pilgrims from France, had to get to Rome. The stretch, inaugurated soon, once joined San Gimignano to Monteriggioni, a fascinating route both from the environmental point of view and cultural history.

Tuscany, in the part that is of particular interest (ie from Fucecchio in Siena) was traversed by three distinct paths of Via Francigena. The first and oldest was the one described by Sigeric and took place, between San Genesio and San Gimignano, on the ridge to the west of the river Elsa hills to the city of hundred towers and from there, avoiding to take to the floor, he walked, primaa Borgo d’Elsa and then in Badia a Isola and from there to Siena

The young Pope All Along the Watchtower Devlin

La sigla di The Young Pope spiegata da Paolo Sorrentino
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Lenny Belardo attraversa la storia della Chiesa con passo lento e paramenti in trionfo. La figura del giovane Pio XIII, interpretato nella serie diretta da Paolo Sorrentino da Jud Law, si staglia sullo sfondo rosso di un museo che sintetizza i contrasti armoniosi della fede: ha un lato del viso illuminato come un santo, l’altro in ombra, da peccatore. Ed è dall’ombra che esce il Pontefice pop di Paolo Sorrentino: “Somiglia a me. Purtroppo non per quanto riguarda i tratti somatici”. Il regista racconta ad Huffpost i segreti della sigla di The Young Pope (in onda su Sky Atlantic).

Sulle note di “All Along the Watchtower” di Bob Dylan nella versione dei Devlin, la luce di una cometa si trasforma in un meteorite che abbatte Papa Wojtila di Cattelan. Perché?

“Perché, tra il serio e il faceto, il cristianesimo comincia con una stella cometa che, nel corso dei secoli assume sembianze diverse e misteriose come un meteorite e poi, forse, per molti aspetti diversi si trasforma in un macigno. Giocando con la magnifica opera di Cattelan, quel macigno abbatte un vecchio papa e lascia lo spazio a uno giovane: Pio XIII”.
The name of The Young Pope explained by Paolo Sorrentino
Lenny Belardo crosses the Church’s history with slow pace and triumphs. The figure of the young Pius XIII, played in the series directed by Paolo Sorrentino by Jud Law, stands out on the red background of a museum that synthesizes the harmonious contrasts of faith: it has a side of the face illuminated as a saint, the other in the shadow, As a sinner. And it is from the shadow that the pope pop of Paolo Sorrentino comes out: “It’s like me. Unfortunately, not with regard to somatic traits.” The director tells Huffpost the secrets of The Young Pope (aired on Sky Atlantic).

On the notes of “All Along the Watchtower” by Bob Dylan in the Devlin version, the light of a comet turns into a meteorite attacking Pope Wojtila of Cattelan. Because?

“Because, seriously and facetiously, Christianity begins with a comet star that, over the centuries, assumes different and mysterious looks like a meteorite and then, in many respects, becomes a boulder. Playing with the magnificent Cattelan’s work, that boulder kills an old pope and leaves room for a young man: Pius XIII. “

Sacro Speco e Monastero di Santa Scolastica a Subiaco

Soglia del Paradiso”, come lo definì il Petrarca; “Nido di rondini”, come apparve a Pio II nel 1461, sorge addossato all’aspra parete rocciosa del monte Talèo, a dominio della Valle Santa del fiume Aniene. E’ costituito da due chiese sovrapposte e da cappelle, volte, scale, associate in modo irregolare, seguendo la curvatura della roccia. Luogo fondamentale del monachesimo benedettino e prima grande meta del Cammino di San Benedetto.
Nascosto alla vista da una Natura rigogliosa, con una Spiritualità latente ed un’arte sublime … lo sguardo è rapito, il respiro si mozza, il cuore perde un battito davanti a tanta bellezza. E vieni improvvisamente catapultato ai tempi di Benedetto e Francesco.
Porta del Paradiso, Nido di rondine, Culla del Monachesimo…. Questo e tanto altro è IL SACRO SPECO. 3 settembre 2017
Walking between Spirituality Art and Nature at the discovery of the Monastery of St. Benedict called “Sacred Spec”
“Paradise Threshold”, as Petrarch defined it; “Swallow Nest,” as Pius II appeared in 1461, stands out against the rocky wall of Mount Talèo, dominated by the Aniene River Valley. It is made up of two overlapping churches and chapels, vaults, stairs, unevenly associated, following the curvature of the rock. It is a fundamental place of Benedictine monasticism and the first great destination of St. Benedict’s Way.
Hidden from the view of a luxuriant Nature with a latent Spirituality and a sublime art … the look is abducted, the breath shakes, the heart loses a beat in front of such beauty. And come suddenly catapulted to the times of Benedict and Francis.
Heavenly Gate, Swallow Nest, Cradle of Monasticism …. This and much more is THE SACRED SPECO.

Il Monte Soratte e Castel Sant’Elia

Il Monte Soratte e Castel S. Elia
Domenica 01 ottobre 2017
Il Monte Soratte si erge isolato nella campagna a nord di Roma e domina la bassa valle del Tevere. ノ formato da rocce calcaree particolarmente solubili il che favorisce la presenza importanti fenomeni carsici.

Fin dall’antichità è stato un importante luogo di culto e di eremitaggio, dei vari romitori e chiese ne rimangono solo una piccola quantità di qualcuno ormai solo pochi ruderi.

Il monte, la cui altezza massima non arriva ai 700 mt è ammantato da bei boschi, per la maggior parte leccete con alberi secolari di particolare bellezza.

Il nostro itinerario con partenza ed arrivo dalla cittadina di S. Oreste, toccherà alcuni dei romitori fino ad arrivare alla chiesa fortificata di S. Silvestro, posta alla sommità del monte, che visiteremo con una guida.

Dopo la sosta per il pranzo al sacco, raggiungeremo il piccolo borgo tufaceo di Castel S. Elia, situato tra Civita Castellana e Nepi, qui visiteremo il santuario di SS Maria ad Rupes e, con guida, la magnifica basilica romanica di S. Elia, abbellita da affreschi alto medievali.
Monte Soratte and Castel S. Elia
Sunday, October 01, 2017 – Full Day
Mount Soratte stands isolated in the countryside north of Rome and dominates the lower Tiber valley.ノ formed by particularly soluble limestone rocks, which promotes the presence of important karst phenomena.

Since ancient times it has been an important place of worship and hermitage, of the various pilgrims and churches, there are only a small amount of people now only a few ruins.

The mountain, whose maximum height does not reach 700 meters, is surrounded by beautiful forests, most of which is surrounded by secular trees of particular beauty.

Our itinerary starting and arriving from the town of S. Oreste will touch some of the hikers until we arrive at the fortified church of S. Silvestro, at the top of the mountain, which we will visit with a guide.

After the lunch break, we will reach the small tufaceous village of Castel S. Elia, between Civita Castellana and Nepi, here we will visit the sanctuary of SS Maria in Rupes and, with guidance, the magnificent Romanesque basilica of S. Elia, decorated with medieval high frescoes.

Roma Galleria Borghese

Per celebrare i vent’anni dalla sua riapertura, la Galleria Borghese ha messo in scena una grande mostra dedicata a Gian Lorenzo Bernini che si riallaccia al discorso critico avviato con la mostra “Bernini scultore”, realizzata ormai vent’anni fa. La Villa, che contiene il nucleo più importante e spettacolare di marmi berniniani, è infatti la sede ideale per considerare l’insieme della produzione dell’artista e gli articolati problemi ad essa connessi.

Il tema conduttore della mostra è dunque la scena privilegiata della scultura alla Galleria Borghese, e il suo genio è Gian Lorenzo Bernini.

Percorrendo l’intero arco della sua lunghissima carriera si intende dare completezza a quel progetto del 1998 che prendeva in esame specificatamente l’attività giovanile del grande artista, con una approfondita indagine sui modi e i tempi dell’affermazione della scultura monumentale di Bernini e l’ampiezza delle sue conseguenze, anche attraverso una precisa messa a fuoco dello stretto rapporto pittura-scultura da cui, nel corso degli anni Venti del Seicento, si venne formulando il linguaggio correntemente definito Barocco.
To celebrate the twentieth anniversary of its reopening, the Galleria Borghese has staged a major exhibition dedicated to Gian Lorenzo Bernini, which is linked to the critical discourse launched with the exhibition “Bernini, sculptor”, realized twenty years ago. The Villa, which contains the most important and spectacular nucleus of Bernini marble, is in fact the ideal place to consider the whole production of the artist and the articulated problems connected to it.

The leading theme of the exhibition is therefore the privileged scene of sculpture at the Galleria Borghese, and its genius is Gian Lorenzo Bernini.

Throughout the entire span of his long career we intend to give completeness to that project of 1998 that specifically examined the youthful activity of the great artist, with an in-depth investigation of the ways and times of the affirmation of Bernini’s monumental sculpture and the amplitude of its consequences, also through a precise focusing on the close relationship between painting and sculpture, from which, in the course of the twenties of the seventeenth century, the currently defined Baroque language was formulated.