La Fioritura sul Monte Coscerno in Valnerina 9 giugno 2019

ll Monte Coscerno (quota 1.685 mt.) è ubicato tra gli abitati di Sant’ Anatolia di Narco, Poggiodomo e Monteleone di Spoleto.

È un monte bordato da una scogliera calcarea verso sud-ovest e con la cima erbosa costituita da vari colli allineati.

Essendo un massiccio piuttosto isolato, dalla sua sommità è possibile apprezzare panorami molto interessanti con lo sguardo che abbraccia i Sibillini con il Redentore, i Monti della Laga, il Gran Sasso (nelle giornate limpide), i monti di Leonessa con il Terminillo, e via via gli altri della media Umbria: i Martani, i monti dello spoletino e del folignate, il Fema e il Monte Cavallo.

Dal borgo medioevale di Gavelli (1.153 m) saliamo lungo una sterrata fino al valico di Forca della Spina (1274 m); quindi percorriamo un tratto del ‘sentiero della transumanza’ immersi tra boschi di faggi secolari e, dopo avere sorpassato vari cocuzzoli e toccato la Dolina della Vasca, si giunge in vetta attraversando le praterie del Monte Coscerno: centinaia di ettari di distese erbacee spontanee adibiti a pascolo per il bestiame.

Potremo ammirare in più punti dei pascoli la fioritura del Giglio di S. Giovanni, della Viola di Eugenia e della Genziana maggiore.

Coscerno in Valnerina Si parte anche con la bufera e Aquila finale

Il monte Coscerno (quota 1.685 m) è ubicato nella parte sud-est dell’Umbria, nei pressi di Spoleto in piena Valnerina; insieme al Monte Bacugno (q. 1419) si trova circa al centro di un’area montuosa disabitata di 14 Km quadrati, delimitata da carrozzabili e dagli abitati di: Vallo di Nera, Roccatamburo, Poggiodomo, Usigni, Monteleone di Spoleto, Gavelli, Caso e Sant’Anatolia di Narco. Sopra l’abitato di Gavelli, a nord, si eleva il monte. Per raggiungerlo si percorre la carrozzabile che da S. Anatolia porta a Monteleone di Spoleto oppure la strada provinciale sterrata che da Vallo di Nera conduce a Mucciafora.

Preci Sentiero degli eremiti

L’itinerario che vi proponiamo ci porta nel territorio di Preci alla scoperta dei più importanti luoghi eremitici che hanno reso famosa la Val Castoriana. Si inizia dalla Chiesa di S. Salvatore a Campi basso (m. 716) e, attraverso sentieri e mulattiere si giunge all’eremo (ora cappella) di S.Macario (m. 1000) in un punto molto panoramico, attrezzato per i pic-nic. Proseguendo si perviene alla frazione di Valle e, per panoramico sentiero, all’eremo di S. Fiorenzo (m. 980) attualmente abitato da un monaco polacco che ne cura il recupero e la manutenzione. Nei pressi sono visibili i resti delle grotte scavate a partire dal V secolo da monaci siriani in fuga dalle persecuzioni. The route that we propose takes us into the territory of Preci to discover the most important places hermit who made famous the Val Castoriana. It starts from the Church of St. Saviour low Fields (M. 716), and through paths and trails will take you to the hermitage (now the chapel) of S.Macario (d. 1000) in a panoramic point, equipped for picnics. Continuing it reaches the hamlet of Valle, for scenic trail, the hermitage of San Fiorenzo (m. 980) currently inhabited by a Polish monaco that takes care of the restoration and maintenance. In the vicinity are the ruins of the caves carved from the fifth century by Syrian monks fleeing persecution….

Monte Coscerno I colori dell’autunno in Valnerina

ll Monte Coscerno (quota 1.685 mt.) è ubicato nella parte sud-est dell’Umbria, nei pressi di Spoleto, tra gli abitati di Sant’ Anatolia di Narco (Valnerina), Poggiodomo e Monteleone di Spoleto.

È un monte bordato da una scogliera calcarea verso sud-ovest e con la cima erbosa costituita da vari colli allineati. Sul versante sud e sud-ovest è coperto da belle foreste di faggi e roverelle
Essendo un massiccio piuttosto isolato, dalla sua sommità è possibile apprezzare panorami molto interessanti con lo sguardo che abbraccia i Sibillini con il Redentore, i Monti della Laga, il Gran Sasso (nelle giornate limpide), i monti di Leonessa con il Terminillo, e via via gli altri della media Umbria (i Martani, i monti dello spoletino e del folignate, il Fema e il Monte Cavallo).
Dal borgo medioevale di Gavelli (1.153 m) saliamo lungo una sterrata fino al valico di Forca della Spina (1274 m); quindi si risale il lungo crinale del Monte Coscerno e, dopo avere sorpassato vari cocuzzoli e toccato la Dolina della Vasca, si giunge in vetta dove attraverseremo le praterie del Monte Coscerno, centinaia di ettari di distese erbacee spontanee ricavate dall’eliminazione dei boschi primigeni da parte dell’uomo.
In cielo è possibile ammirare una coppia di aquile in volo!!

Da Cammoro a Postignano di Sellano

Postignano è una frazione del comune di Sellano in Valnerina (Umbria), caratterizzata da un borgo medievale denominato anche “Castello di Postignano” un castello di pendio le cui origini rimontano ai secoli XI-XIII, che domina la valle del Vigi e le strade che dalla Valnerina conducono a Spoleto e Foligno. Fu conteso a lungo tra Foligno e Spoleto, alla quale nel 1429 fornì uomini e mezzi per la guerra contro i ghibellini.

Si tratta di un borgo triangolare, nel cui vertice a monte è situata una torre esagonale, dalla quale si dipartivano le mura perimetrali; l’architetto statunitense Norman Carver negli anni tra il 1967 e il 1975 lo definì “l’archetipo dei borghi collinari italiani” in un libro pubblicato in America nel 1979 con il titolo Italian Hilltowns, che ha in copertina proprio una foto di Postignano.

Particolarmente degna di nota è la chiesa di S Lorenzo, detta anche della SS Annunziata, a navata unica e copertura a due spioventi su capriate, con la sua caratteristica facciata dall’andamento curvilineo e irregolare. Dell’apparato decorativo della chiesa primitiva si è conservato un dipinto murale di scuola folignate, di notevolissima qualità e originalità, databile sul finire del XV sec. raffigurante una “Crocefissione” con i dolenti: la Vergine e San Giovanni e alla destra di quest’ultimo un San Michele Arcangelo rappresentato all’interno di un’edicola trilobata. Rimane poi, sulla stessa parete di fondo, una parte consistente di un grandioso apparato decorativo databile alla seconda metà del sec. XVI e attribuibile alla cerchia dei De Magistris, pittori marchigiani noti anche come i Caldarola, dal nome del loro paese di origine.

Tutti gli affreschi stati sottoposti a recupero, consolidamento e restauro, come anche le porzioni di intonaco originale. Progressivamente spopolatosi negli anni Cinquanta e Sessanta, come la maggior parte degli insediamenti collinari dell’Italia centrale fuori dalle grandi vie di comunicazione, Castello di Postignano fu dichiarato poi di interesse nazionale ed è oggi sottoposto a vincolo paesaggistico e architettonico rispettivamente dalla Regione Umbria e dal Ministero dei Beni culturali. Il borgo è oggi pressoché interamente restaurato sulla base di un progetto approvato dalla Soprintendenza ai beni culturali di Perugia e dalla Provincia, per quanto riguarda il rispetto della normativa antisismica. Durante il restauro sono stati scoperti ambienti di cui si era persa la memoria e sono stati ritrovati attrezzi artigianali, oggetti di vita domestica, letture e oggetti sacri, talvolta rinvenuti in nicchie murate. Questa documentazione sarà esposta nelle “Stanze della memoria”, il piccolo Museo in via di allestimento in alcune ex stalle, per testimoniare la storia e la vita del borgo.

L’intero borgo del Castello di Postignano, oggi meravigliosamente recuperato è stato riportato alla vita da uno straordinario e meticoloso lavoro di restauro, progettato e supervisionato da due architetti italiani, che per primi si sono innamorati del posto, sognando di farlo rivivere… Dal 2014, questo sogno è diventato realtà, Postignano è animato nuovamente dal passeggio serale, dal risuonare delle note dei concerti e dalle romantiche finestre finalmente illuminate. è qui nel cuore dell’Umbria, a pochi minuti da altri incantevoli borghi storici e tesori d’arte, in uno scenario verde ed incontaminato della straordinaria Valnerina, che troverete le sue meravigliose 60 case raccolte attorno alla torre ed alla incantevole Chiesa affrescata. Splendidamente restaurato e dotato dei più moderni confort e servizi è tornato ad essere un luogo magico e affascinante come pochi ne potrete vedere in Italia. Il Borgo di Postignano non nasce come una semplice operazione immobiliare, ma dal sogno di ridare vita ad uno straordinario piccolo gioiello.
Postignano is a fraction of the town of Sellano in Valnerina (Umbria), characterized by a medieval village also called “Castello di Postignano” a hillside castle whose origins date back to the XI-XIII centuries, overlooking the Vigi valley and the roads that from Valnerina they lead to Spoleto and Foligno. It was long contested between Foligno and Spoleto, to which in 1429 it provided men and means for the war against the Ghibellines.

It is a triangular village, with a hexagonal tower at its top, from which the perimeter walls branch off; the American architect Norman Carver in the years between 1967 and 1975 called it “the archetype of the Italian hilltop villages” in a book published in America in 1979 with the title Italian Hilltowns, which has on its cover a photo of Postignano.

La Fioritura sul Monte Coscerno in Valnerina 9 giugno 2019

ll Monte Coscerno (quota 1.685 mt.) è ubicato tra gli abitati di Sant’ Anatolia di Narco, Poggiodomo e Monteleone di Spoleto.

È un monte bordato da una scogliera calcarea verso sud-ovest e con la cima erbosa costituita da vari colli allineati.

Essendo un massiccio piuttosto isolato, dalla sua sommità è possibile apprezzare panorami molto interessanti con lo sguardo che abbraccia i Sibillini con il Redentore, i Monti della Laga, il Gran Sasso (nelle giornate limpide), i monti di Leonessa con il Terminillo, e via via gli altri della media Umbria: i Martani, i monti dello spoletino e del folignate, il Fema e il Monte Cavallo.

Dal borgo medioevale di Gavelli (1.153 m) saliamo lungo una sterrata fino al valico di Forca della Spina (1274 m); quindi percorriamo un tratto del ‘sentiero della transumanza’ immersi tra boschi di faggi secolari e, dopo avere sorpassato vari cocuzzoli e toccato la Dolina della Vasca, si giunge in vetta attraversando le praterie del Monte Coscerno: centinaia di ettari di distese erbacee spontanee adibiti a pascolo per il bestiame.

Potremo ammirare in più punti dei pascoli la fioritura del Giglio di S. Giovanni, della Viola di Eugenia e della Genziana maggiore.

Recupero VVF NORCIA nella Chiesa di Santa Maria Assunta a Vallo di Nera – Umbria

Vallo di Nera, recuperate due tele nella chiesa di Santa Maria Assunta
Set 11, 2018
VALLO DI NERA – Intervento dei vigili del fuoco VVF NORCIA per il recupero di due tele contenute nella chiesa di Santa Maria Assunta. Le opere, due tele di Ciborio e scala d’altare, verranno portate a Santo Chiodo di Spoleto perché a breve inizieranno i lavori di restauro della chiesa lesionata dopo il sisma del 2016.

Coscerno in Valnerina Si parte anche con la bufera e Aquila finale

Il monte Coscerno (quota 1.685 m) è ubicato nella parte sud-est dell’Umbria, nei pressi di Spoleto in piena Valnerina; insieme al Monte Bacugno (q. 1419) si trova circa al centro di un’area montuosa disabitata di 14 Km quadrati, delimitata da carrozzabili e dagli abitati di: Vallo di Nera, Roccatamburo, Poggiodomo, Usigni, Monteleone di Spoleto, Gavelli, Caso e Sant’Anatolia di Narco. Sopra l’abitato di Gavelli, a nord, si eleva il monte. Per raggiungerlo si percorre la carrozzabile che da S. Anatolia porta a Monteleone di Spoleto oppure la strada provinciale sterrata che da Vallo di Nera conduce a Mucciafora.