FRANCOFORTE – Per i tedeschi è un fiore all’occhiello e il frutto della super-competitività della loro industria. Per il resto del mondo, è un freno alla crescita mondiale e il risultato di un eccesso di risparmio e di una carenza di investimenti. Il surplus delle partite correnti della Germania, che nel 2015 ha raggiunto l’8,5% del prodotto interno lordo dopo il 7,4% del 2014, non dà segno di calare all’inizio del 2016. Anzi, l’attivo commerciale, che ne rappresenta di gran lunga la componente più importante, ha segnato un nuovo record nel mese di marzo. Persino il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, ammette che a questi livelli «è sicuramente non sostenibile», anche se spiega il recente aumento soprattutto con la svalutazione dell’euro, che ha favorito l’export, e il forte calo del prezzo del petrolio, che ha ridotto la bolletta delle importazioni.(segue)

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